PADOVA
(a 70 minuti di macchina dal nostro Centro) è la
città dotta per eccellenza. E non perché
vi sia soltanto l'università, Padova ha ben altre
risorse. Ha la chiesa di S. Antonio e le moltitudini di
pellegrini che la frequentano, ha il più grande
edificio civile del Medio Evo italiano, il Palazzo della
Ragione. Fu sempre attiva di traffici e di iniziative
artigianali, ed in epoca romana fu una delle più
ricche città dell'impero. Di quei tempi conserva
i resti dell'anfiteatro e le arcate di alcuni ponti.
Da vedere:
- l'Università: fin dal Cinquecento, per volere
di Venezia, essa ha dominato per il prestigio dei professori
e per il potere degli studenti (Copernico, Galilei, e
molti altri insigniti personaggi). Si può visitare
il teatro anatomico, risalente al Cinquecento fu il primo
di tutta Europa, e la cattedra dalla quale Galileo tenne
alcune pubbliche lezioni.
- Cappella degli Scrovegni: accoglie il più conservato
e il più completo dei cicli di affreschi di Giotto,
il pittore più grande dell'Europa del Medio Evo
che creò una pittura non più ripetibile
per semplicità di forme e profondità di
contenuti.
- Chiesa di S. Antonio: costruita subito dopo la morte
del Santo avvenuta nel 1231. Stilisticamente difficile
da definire, la chiesa riporta chiari caratteri romani,
gotici, orientali e persino arabi. Conserva enormi tesori
artistici e sul sagrato antistante Donatello modellò
la statua equestre del Gattamelata, uno dei capolavori
in assoluto del Rinascimento. Sullo stesso sagrato prospettano
l'oratorio di S. Giorgio e la Scuola del Santo, che contiene
una serie di pitture dedicate al culto di S. Antonio,
ben tre delle quali furono dipinte dal giovane Tiziano.
- Prato della Valle: non vi e' piazza nel Veneto che raggiunga
le sue dimensioni. Qui durante l'antichità esisteva
un circo romano. Si trovava fuori della cinta muraria
ed ai suoi margini vennero sepolti i primi martiri cristiani,
S. Giustina fra tutti, a cui venne dedicata la grande
chiesa che qui prospetta.
Luvigliano accoglie
la più famosa delle ville, cosiddetta dei Vescovi,
raccolte sui colli attorno alla città. Fu innalzata
nel Cinquecento per volere di Alvise Cornaro.
Arquà
il borgo che meglio di ogni altro ha saputo mantenere
la sua autenticità medievale. Accoglie le spoglie
del poeta Francesco Petrarca il primo uomo prestigioso
che villeggiò sui colli e che qui riposa in una
piazza ombrosa accanto al fianco della chiesa.
Praglia borgo
nel quale i Benedettini fondarono il loro monastero, capolavoro
rinascimentale di Tullio Lombardo. I bravi frati vi hanno
organizzato un centro di restauro dei libri antichi che
è tra i più apprezzati del nostro paese.
Este cittadina
antichissima già chiaramente individuata in epoca
romana e, precedentemente, centro paleoveneto. Il suo
museo, per ricchezza di reperti paleoveneti, è
il maggiore della regione. La cittadina presenta le torri
del suo castello nello scenario romantico di un giardino
che sale sulla collina. La chiesa più antica e'
quella di S. Martino, romanica. La più importante
e' quella di S. Tecla cioè il Duomo. Venne innalzato
dal Gaspari alla fine del Seicento e contiene sull'altare
maggiore una drammatica pala del Tiepolo.
Monselice antica
quanto Este conserva una rocca sulla collina che la domina
fatta erigere da Federico II. Verso la metà del
Duecento Ezzelino da Romano, che in qualità di
vicario imperiale tiranneggiava una grandissima parte
del Veneto, si costruì a Monselice una residenza
che esiste ancora e che porta il nome di Cà Marcello,
da quello dei nobili veneziani che ne entrarono successivamente
in possesso. Questo palazzo e' una primizia per l'architettura
civile di quel tempo.Sebbene prevedesse un allestimento
difensivo, era già una dimora principesca, un preludio
a quello che doveva essere lo spirito dell'architettura
civile dei tempi successivi.
LE CITTA' MURATE le città
murate per eccellenza, quelle che nel Veneto propongono
con maggiore e giustificato orgo glio le loro cinte medioevali,
sono Montagnana e Cittadella.
Montagnana presenta
il rettangolo delle sue mura conservato esemplarmente.
La cittadina non si è espansa, come in altri casi,
in modo tumultuoso, nascondendo il suo antico profilo,
ma attorno alle mura ha mantenuto uno spazio di rispetto.
Si entra a Montagnana attraverso tre antiche porte costruite
con i criteri militari di allora che davano ai difensori
successive possibilità di resistere. Ma non furono
mai impiegate. All'interno della città si allarga
una piazza che e' tra le più belle del Veneto dove
vi sorge il Duomo innalzato alla fine del Quattrocento
con una "Trasfigurazione" di Paolo Veronese
sull'altare.
CITTADELLA ha
mura circolari, più alte di quelle di Montagnana,
aperte in quattro porte, con quattro strade che si incrociano
al centro. Fasce di mattoni si alternano, nelle mura,
a fasce di ciottoli del Brenta. Su una delle torri che
difendono le porte, la torre di Malta, famigerata perché
Ezzelino vi gettava a morire i prigionieri politici, è
ancora leggibile lo stemma dei Carraresi. Interessante
da vedere è il piccolo teatro sociale ottocentesco
e, prima di Cittadella, venendo da Padova, la chiesa romanica
di S. Giacomo.